Centro Studi Storici Francesco Cleri

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1986

Dalle pagine dei giornali

Data: 1986, 3 febbraio
Testata: L'ECO DI BERGAMO
Firma: D.O.gi (Diego e Osvaldo Gimondi)

Titolo:
Sedrina vuol trovare i cimiteri dove sono sepolti 64 militari dichiarati dispersi in guerra.

SEDRINA - In vista dell'adunata  nazionale degli alpini che si terrà a Bergamo questa primavera, l'Ana sedrinese avvalendosi del locale gruppo di ricerca storica Francesco Cleri, e della collaborazione dell'Associazione Combattenti Reduci di Sedrina, ha pensato di dedicare il corrente anno, diverse iniziative a tutti i militari del paese morti o dispersi durante i due ultimi conflitti. Tra le iniziative intraprese queste associazioni, in collaborazione con il i Segretario dell'Ana provinciale signor Schiantarelli, da rilevare la ricerca in corso, atta a definire le vicissitudini dei 64 militari  periti o, dichiarati dal Ministero della Difesa, dispersi, che Sedrina ha visto immolati nelle ultime cause belliche. Numero rilevante di contributo di vite umane che risulta suddiviso in 32 militari deceduti sui campi di battaglia, 7 dispersi e 3 deceduti per causa servizio, durante la prima guerra mondiale, ai quali vanno aggiunti altri 22 militari, di cui 2 periti in battaglia ed altrettanti  dispersi sui fronti Russo, Greco-Albanese ed Africano, nelle vicende belliche  anni 1940/45. Lo scopo prefisso per questo lavoro è quello di definire il luogo di sepoltura dei sedrinesi che hanno avuto la loro tomba fuori dalla loro terra di origine e di ricostruire, attraverso scritti e documenti la vita militare, di coloro che sono stati dichiarati irreperibili.

Numerosi sono stati gli Enti contattati a tale scopo, ad iniziare da quelli provinciali e poi via via fino alle alte sfere, quali la Croce Rossa Italiana, la Segreteria del Vaticano, il Ministero della Difesa ed il Capo dello Stato, Presidente Francesco Cossiga. Fra le risposte giunte, si legge dal Console Russo a Milano, signor J. Jaundzems, interpellato per avere un elenco degli internati italiani in campi di concentramento russi: "...il Consolato Generale dell'URSS a Milano, purtroppo, non possiede qualsiasi informazione".

A tale proposito comunque, giunge una buona documentazione da parte dell'avvocato Letterio Pappalardo, presidente dell'U.N.I.R.R., che fornisce l'elenco di 24 campi di internamento russi ed altri dati di estremo interesse di cui si stralcia: "...nel campo di Oranki entrarono 993 italiani ed in sei mesi ne morirono 633; nel campo 58/C entrarono 7800 italiani e ne morirono 7400 in undici mesi; nel campo di Susdal entrarono 2800 italiani ed in tre mesi ne morirono 2600; a questi vanno aggiunti un numero imprecisato di italiani internati in campi di nazionalità miste il cui totale, sommando anche i militari di altre nazionalità  raggiungono i 69.033 morti...".

L'istanza poi indirizzata al Presidente della Repubblica, onorevole Francesco Cossiga, in cui diceva: "...noi Vi abbiamo affidato la nostra gioventù, la Nazione ne ha disposto come meglio credeva... ed è per questo caro Presidente, che ci rivolgiamo a Lei affinché ci indichi persone od enti da cui attingere informazioni utili a ricercare questi figli dimenticati, forse per lo Stato, ma sempre vivi fra coloro che li generò...", ha trovato accoglienza favorevole da parte di questi, che ha raccomandato l'Istanza presso la Croce Rossa Italiana che parte attiva ebbe nel periodo bellico fra i militari, e preziosa fu la sua opera anche dopo, dedicandosi con grande sentimento, tenendo i rapporti con le famiglie dei soldati, che non hanno più fatto ritorno alle loro case. Tutto il materiale poi, sarà raccolto e stampato.



Data: 1986, 17 luglio
Testata: L'ECO DI BERGAMO
Firma: D.O.gi (Diego e Osvaldo Gimondi)

Titolo:
Ritrovati i luoghi di sepoltura di tre militari di Sedrina dati per dispersi da 40 anni.


SEDRINA - Non è risultato vano il lavoro svolto dal Centro studi storici Francesco Cleri con la collaborazione del gruppo Ana Sedrina-Botta, proteso da oltre un anno alla ricerca di elementi utili per l'identificazione dei luoghi di sepoltura dei ventidue militari del paese periti o dati per dispersi, nel secondo conflitto mondiale. A questa fruttuosa ricerca ha pure contribuito il ministero della Difesa nella figura del Col.a. t. SG Italo Bastico, il quale ha svolto un ruolo importantissimo nell'indagine ed al quale, attraverso queste righe i sedrinesi vogliono esprimergli i più vivi ringraziamenti per la sua collaborazione.
Dalla documentazione raccolta è stato possibile ritrovare tre militari, due dei quali sino al 6 giugno scorso dichiarati irreperibili, mentre per il terzo la sorte ha voluto che fosse chiarita un'errata trascrizione del nome sulla tomba che lo rendeva introvabile. I tre militari in questione sono Costante Giupponi, Geremia Ghisalberti e Mario Morlotti, dei quali solo ora, le famiglie, hanno potuto mettere definitivamente fine alla loro storia. A proposito del primo giungeva al presidente dell'Ana sedrinese in data 30 aprile una missiva dal ministero della Difesa in cui si leggeva: "...Ad integrazione di quanto comunicato a seguito la informiamo che le ricerche effettuate sulla documentazione agli atti di questo Commissariato hanno consentito di stabilire che i resti del militare in oggetto riposano presso il Sacrario Caduti Oltremare di Bari (settore Africa Settentrionale-Libia).
L'esito negativo della verifica in precedenza effettuata trova la casuale in un'errata trascrizione delle generalità del Caduto ad opera dei reparti inglesi che effettuarono la prima esumazione. Nel corso di tale operazione il nominativo di Giupponi Costante venne modificato in Giappone Costantino e, come tale, trascritto presso il Sacrario  di ultima sistemazione". La lettera fornisce inoltre tra le altre cose la causa della la morte; infatti dice: "...deceduto il  17-9-40 a bordo della nave ospedale California a seguito di ferita riportata durante il bombardamento del piroscafo Gloria Stella...". Del carrista caporale Geremia Ghisalberti poco o nulla si sapeva. Dagli archivi consultati risultava che il Ghisalberti veniva dichiarato irreperibile dopo il fatto d'armi nella battaglia di Marmarica il 3 dicembre 1941. Da una lettera del sindaco di quel tempo, datata 29 maggio 1942 indirizzata al distretto militare per avere notizie del soldato si legge: "...informo che la famiglia ebbe notizia della prigionia del caporale Geremia Ghisalberti da commilitoni che assistettero alla cattura stessa...". Ma la famiglia altri elementi non ebbe in seguito oltre che appunto alcune testimonianze che per tempo alimentarono la speranza del suo ritorno a Sedrina. Speranza cullata invano in quanto da quel che si apprende in una risposta al capogruppo Ana sedrinese Federico Gotti in data 17 giugno risulta che "...il caporale Geremia Ghisalberti è deceduto il 4 dicembre 1941 a Gasr El Arid, in combattimento, all'atto delle esumazioni non è stato possibile identificarne con certezza i resti mortali. Per quanto sopra le spoglie del caporale maggiore Ghisalberti riposano nel Sacrario Militare dei Caduti d'Oltremare di Bari tra i noti non identificati, ed il suo nome è ricordato su apposite lapidi murali...".
Per il Morlotti pochi e scarni erano gli elementi posseduti, raccolti dal fratello Daniele, il quale era a conoscenza della morte di Mario avvenuta sul volgere della guerra, in un campo di concentramento in Polonia, dove era internato a causa di un mitragliamento compiuto da un aereo. Ed è ancora il ministero della Difesa che chiarisce la situazione scrivendo: "...il soldato Mario Morlotti è deceduto a Danzig/Gdansk e sepolto nel locale cimitero, successivamente i suoi resti mortali furono esumati e sistemati definitivamente nel cimitero italiano di Bielany, ossario sinistro, fila sesta, tomba n° 97 (identificazione presunta)...". Ora all'appello mancano Fustinoni Antonio, 5° reggimento alpino, Fustinoni Egidio, artigliere 73° gruppo art. d'armata;, Fustinoni Giuseppe, 5° reggimento alpini; Gimondi Elia (Tone), 5° reggimento alpini; Gotti Alessandro, 2° reggimento artiglieria alpina; Pesenti Luigi, 5° reggimento alpini; Rota Giovanni, 2° reggimento artiglieria alpina; Scotti Giuseppe, 5° reggimento alpini; Sonzogni Mario, 278° reggimento fanteria; Stacchetti Pietro 5° reggimento alpini, Suardi Angelo, 156° reggimento fanteria; Vitali Defendente, 5° reggimento alpini; Zanetti Natale,11° reggimento fanteria. Tredici militari, in gran parte alpini, dispersi in territorio russo, per i quali vane sono risultate le istanze inoltrate al consolato sovietico, che ha riposto negativamente alla richiesta di poter avere informazioni a loro proposito. Certamente continuare le ricerche in questa direzione vuol dire con certezza andare a cozzare contro una barriera di omertà insormontabile ed è per questo motivo che le famiglie di questi militari fanno appello ai commilitoni dei loro congiunti che hanno spartito in qualche modo con essi la sofferenza della guerra, affinché abbiano far pervenire presso la sede degli alpini di Sedrina le loro testimonianze.



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