Centro Studi Storici Francesco Cleri

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1992

Dalle pagine dei giornali


Data: 1992
Testata: OROBIE
Firma: Diego e Osvaldo Gimondi

Titolo:
Pietro Maria Ronzoni e il suo tempo.
Ferrari Editore




"Pietro Maria Ronzoni finalmente è tornato a casa". Così scrive nella Presentazione del volume don Giulio Gabanelli. Un avvio che coglie con efficacia l'operazione condotta da Diego e da Osvaldo Gimondi, della quale il volume stampato dall' editore Ferrari nel proprio stabilimento di Clusone è il momento finale. E questo dei due Gimondi ha tutta la sostanza dell'opera di qualità, che nasce da un appassionato lavoro, per il quale è impossibile calcolare impegno e fatica, destinato a lasciare un segno nella vita culturale bergamasca.
La vicenda di Pietro Maria Ronzoni è simile a quella di molti altri brembani costretti a lasciare la loro valle in cerca di fortuna ed ai quali le vicende della vita non consentono sempre di rientrare al paese d'origine. Nel caso del Ronzoni il mancato ritorno si realizza oggi, con questa opera di due sedrinesi autentici. Un'occasione unica, perché - aggiunge don Gabanelli precisando meglio l'irnmagine del "ritorno a casa" - non vada sciupata la fortuna di questo ritorno "e si possa frenare lo sradicamento a cui va soggetto il nostro ambiente brembano dopo di avere così notevolmente contribuito allo sviluppo della civiltà della nostra patria".
Con una paziente e accuratissima ricerca Diego e Osvaldo Gimondi hanno ripercorso tutta la documentazione che riguardava l'origine, la vita, le opere, il successo dell'artista. Il risultato è tuttavia molto di più di una biografia, in quanto gli autori hanno delineato anche l'ambiente nel quale il Ronzoni si è trovato ad operare. Un Ronzoni quindi preso in considerazione non unicamente dal punto di vista critico, bensì nel contesto della città, delle amicizie e dei contemporanei. Un Ronzoni, come indicato dallo stesso titolo, "nel suo tempo".
Fu merito di mons. Luigi Cortesi aver richiamato l'attenzione sul Ronzoni con tre opere pubblicate in rapida successione una trentina d'anni fa per "Monumenta Bergomesia". L'indagine dei due Gimondi, nel dare spessore al personaggio, procede in parallelo, ricostruendone la vita e rintracciando contemporaneamente la produzione. Si incomincia dal paese natale con le più lontane origini  della famiglia, di cui viene citato  per primo nel 1420 Guarisco Antonio detto Oncia di Ronzoni di Sedrina; il minuzioso lavoro ha portato gli autori ad individuare anche la casa dove l'artista nacque il 28 novembre del 1781, nell'attuale via Sedrina Alta, un tempo chiamata via Maggiore. Le vicende personali e artistiche del  Ronzoni vengono quindi seguite con grande attenzione dai primi studi a Bergamo dove la famiglia si trasferì quando era giovanetto, all'esprimersi chiaramente della  sua inclinazione verso la pittura, al soggiorno romano e alla sua importanza sullo sviluppo della personalità dell'artista, al ritorno a Bergamo e il suo affermarsi nel panorama artistico locale, dove fu presto circondato da molti estirnatori. Non meno importante per Pietro Maria Ronzoni fu il viaggio e il soggiorno a Verona, sia per le cerchia di amicizie che per le numerose commissioni; ma il successo crescente non modificarono le sue abitudini e il suo desiderio di una vita tranquilla, nella quiete  delle mura domestiche e nella cerchia degli amici. Una aspirazione
che potè soddisfare solo in parte: la giovane sposa, Giacinta Cere soli con la quale andò a vivere in una casa al Pozzo Bianco, diede presto i segni dell'infermità che degenerarono in una forma di demenza a seguito della quale fu poi
ricoverata in un ospizio di Milano.  Pietro Maria Ronzoni lavorava senza tregua e, quasi per compensare quello che gli veniva a mancare sul piano della famiglia, dedicava grandi attenzioni agli allievi del piccolo studio che aveva aperto dopo il rientro da Verona. Significativa è anche l'amicizia, contrassegnata da lunghi e profondi legami, con il Piccio. Gli ultimi anni della sua vita so no scanditi da numerosi viaggi in Italia e all'estero. L'ultima sua opera raffigura uno scorcio del cortile dei Canonici, a Bergamo alta, che risale al 1859. Tre anni più tardi, il 29 aprile del 1862, si spegneva nella sua casa al Pozzo Bianco, dove viveva ormai da eremita. Fu sepolto nel cimitero di Valtesse, soppresso oltre mezzo secolo fa. Ii volume di Diego e Osvaldo Ronzoni, di duecento pagine, riccamente illustrato grazie alla ampia ricerca compiuta tra le opere del Ronzoni, di cui si presentano anche alcuni inediti, è di facile e piacevole lettura.



Data: 1992, 28 agosto
Testata:L'ECO DI BERGAMO
Firma: D.O.gi (Diego e Osvaldo Gimondi)

Titolo:
Iniziativa culturale a Sedrina.
Il "Centro studi storici" pubblicherà un volume sul pittore P.M. Ronzoni.

SEDRINA - Matteo Salvi musicista di Botta, la ridente frazione di Sedrina che apre la Valle Brembana, nel 1987 fu riscoperto grazie al maestro Pierluigj Forcella che, sostenuto dalla locale Amministrazione Comunale giunse alla pubblicazione di un'opera biografica di interesse e prestigio.
Sull'onda dello spirito culturale di rivedere le proprie origini attraverso la vita e l'operato dei suoi figli più celebri, la stessa Amministrazione comunale appoggiava un ulteriore studio riferito ai pittore romantico Pietro Maria Ronzoni che il Centro studi storici "Francesco Cleri" di Sedrina, sollecitato tempo addietro anche dal compianto monsignor Luigi Cortesi, andava allora affrontando. L'intento era di giungere ad una mostra fotografica, arricchita eventualmente da alcuni originali delle opere dell'artista sedrinese, da tenersi nel paese d'origine ed alla stampa di un catalogo; la rinnovata compagine amministrativa però operava scelte culturali diverse.
Ciò nonostante, il Centro studi storici "Francesco Cleri", si faceva carico di proseguire il lavoro sinora svolto, anche sulla spinta di alcuni storici, in particolar modo don Giulio Gabanelli, i quali Io ritenevano valido ed interessante al fine di offrire agli studiosi un contributo alla ricerca sulla vita umana e sociale, oltre che artistica, di Pietro Maria Ronzoni.
Oltre quattrocento dipinti, molte centinaia di schizzi, numerose incisioni, costituiscono un patrimonio iconografico dell'attività pittorica di Pietro Maria Ronzoni della quale in buona parte ancora sconosciuta che, unitamente ad una copiosa documentazione ed epistolari provenienti non solo dalla bergamasca, hanno costituito il materiale da cui sta nascendo una pubblicazione sull'artista. Questa, che sarà pronta nei prossimi mesi e sarà diffusa dai Centro studi storici, è stata resa possibile principalmente da un impegno finanziario non indifferente sostenuto dagli operatori del Centro medesimo il quale, tengono a precisare, non gode minimamente di nessun appoggio finanziario da parte di enti e istituti, e grazie ai contributi raccolti con una forma di prevendita del libro fatta propria da diverse aziende ed istituti privati della bergamasca.


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