Centro Studi Storici Francesco Cleri

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1993

Dalle pagine dei giornali

Data: 1993, 14 gennaio
Testata: L'ECO DI BERGAMO
Firma: D.O.gi (Diego e Osvaldo Gimondi)

Titolo:
SEDRINA . IL CIRCOLO CLERI

SEDRINA - Dopo l'inaugurazione ufficiale, con una piccola ed inedita esposizione di dipinti di Pietro Maria Ronzoni. avvenuta il mese scorso in occasione della presentazione del volume dedicato all'artista sedrinese  - a cura del Centro studi storici "Francesco Cleri"  di Sedrina - il Circolo artistico, titolato appunto a Pietro Maria Ronzoni, va muovendo i suoi primi passi.
E' di questi giorni la definizione di alcune attività che troveranno realizzazione nel corrente anno; nella predisposizione del programma è stata prevista per il mese dì aprile una rassegna postuma delle opere del pittore locale Pietro Rota, detto Ras-ci.
Pur essendo un artista "domestico", il Circolo ha pensato di onorare la figura di un personaggio che, per anni, ha ripreso amorevolmente ogni angolo del paese, tramandandoci semplici ma suggestive immagini di un mondo che, in parte, non esiste più, ed anche perché egli ha vissuto molta della sua vita proprio in quegli ambienti che, attualmente, ospitano il Circolo artistico stesso.
I mesi estivi vedranno impegnato il Circolo artistico nell'allestimento di una mostra di mobili e ceramiche d'epoca; l'iniziativa potrebbe costituire un punto di riferimento ai numerosi turisti che in quel periodo trovano ospitalità nella nostra valle, desiderosi anche, nei momenti di relax, di aderire alle proposte culturali ed artistiche.



Data: 1993, 8 aprile
Testata: L'ECO DI BERGAMO
Firma: D.O.gi (Diego e Osvaldo Gimondi)

Titolo:
Pietro Rota al Circolo Artistico di Sedrina
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Sedrina - Notevole apprezzamento e partecipazione di visitatori sta riscuotendo a Sedrina la mostra postuma dedicata all'artista Pietro Rota che, il Circolo artistico Pietro Maria Ronzoni, con la collaborazione del Centro studi storici "Francesco Cleri" ed il patrocinio della ditta Tail del cavalier Giacomo Busi e deIl'Amministrazione comunale, ha allestito presso le nuove ed accoglienti sale espositive.
Pittore, scultore, decoratore ed intagliatore, il Rota, nato a Sedrina nel 1887 e morto ai Ponti di Sedrina nel 1972, ha lasciato una notevole produzione; autodidatta, dopo che gli era stata negata dalla famiglia, in età giovanile, di compiere su invito di un pittore che a fine secolo stava lavorando presso la chiesa parrocchiale di Sedrina la sua formazione artistica presso il suo studio, con semplicità formale e cromatica, con gusto ed equilibrio compositivo, accompagnato da una minuziosa e dettagliata ricerca dei particolari, ha approntato una copiosa serie di immagini che hanno una forte valenza sotto l'aspetto storico ed ambientale del paese.
Ed è questo motivo - la riscoperta cioè degli angoli caratteristici in parte anche scomparsi di Sedrina, oltre alla popolarità che l'hanno accompagnato anche quando era in vita -  che ha fatto accorrere il folto pubblico in questi primi giorni di apertura della rassegna presso il Circolo.



Data: 1993, 30 giugno
Testata: L'ECO DI BERGAMO
Firma: Diego Gimondi

Titolo:
Nuova iniziativa culturale del Centro "F. Cleri".
Sedrina: ricerche sui personaggi che operarono con Pietro M. Ronzoni.


SEDRINA - Dopo il successo registrato con la pubblicazione, avvenuta nel dicembre dello scorso anno, della monografia sul pittore sedrinese Pietro Maria Ronzoni, di cui si è fatto carico sia per la copertura finanziaria che per la sua diffusione il Centro Studi Storici "Francesco Cleri" di Sedrina, quest'ultimo sta valutando con i suoi operatori, l'opportunità di proseguire il suo impegno nel settore dell'arte ottocentesca, al fine di programmare, in un futuro non troppo lontano, una successiva opera editoriale.
Di Pietro Maria Ronzoni molto è stato detto nel recente studio e, a breve distanza dalla sua edizione, altro ancora se ne potrebbe aggiungere grazie ad ulteriore materiale che, gli autori, sono riusciti a raccogliere successivamente la stampa del volume.
Oltre a quello inerente il Ronzoni e la sua famiglia, nel corso della ricerca, altro ancora e variegato ne è stato rinvenuto; documenti e carteggi su personaggi e cose d'arte che, direttamente o indirettamente, hanno ruotato attorno all'artista brembano i quali, aiutano a svelare molti aspetti, sino ad ora sconosciuti, della vita culturale ed artistica bergamasca.
L'Accademia Carrara di Bergamo, la Correria Veneta, il musicista bottese Matteo Salvi, i pittori Giuseppe Diotti, Enrico Scuri e la schiera di amici, allievi e seguaci del Ronzoni, sono solo alcuni degli argomenti delle notizie che sono state raccolte presso il Centro Studi Storici "Francesco Cleri" e che ora si stanno vagliando.




Data: 1993, 28 luglio
Testata: L'ECO DI BERGAMO
Firma: Diego Gimondi

Titolo:
Scoperta un'antica tomba durante i lavori nel presbiterio.
Torna alla luce il passato della parrocchia di Ubiale.


UBIALE CLANEZZO - Sono in via di completamento i lavori di ristrutturazione che hanno interessato la parrocchiale di San Bartolomeo apostolo di Ubiale, cominciati alcuni mesi orsono. Le opere hanno interessato particolarmente la sagrestia che, grazie alle modifiche apportate, ora può essere usata anche quale Oratorio per potervi svolgere le funzioni settimanali almeno nel periodo invernale.
Di grande rilievo all'interno della parrocchiale, la sistemazione di tutta l'area presbiterale, già auspicata nel passato dal defunto parroco don Giosuè Bailo.
In merito dice il parroco di Ubiale: "Il lavoro di demolizione e la preparazione del rustico sono stati attuati egregiamente da un gruppo di pensionati e non, della nostra comunità. E stato un lavoro molto pesante ed impegnativo, compiuto a tempo di record".
In questi giorni si è andata completando la pavimentazione del presbiterio, parte questa che, durante i lavori per la collocazione del condotto d'aerazione per il riscaldamento dell'edificio, ha riservato una interessante scoperta di ordine storico. In effetti, ai piedi del presbiterio è stata ritrovata una tomba che racchiudeva un corpo. E apparso subito chiaro da ciò che restava del suo abbigliamento che si trattava di un prelato; i suoi resti mortali, raccolti in una cassetta, sono stati nuovamente riposti nel luogo dove sono stati ritrovati, L'interesse ora è di scoprire di chi si tratta; si presume che possa trattarsi, come si legge sul notiziario parrocchiale, di un "don Antonio Pesenti di Brembilla, parroco di Ubiale dal 1775 al 1787 e morto ad Ubiale il 23 gennaio 1787. Sappiamo con certezza che don Antonio è morto qui e presumiamo che sia sepolto sotto l'altare della chiesetta esistente a quei tempi".
Dagli operatori del Centro studi storici "Francesco Cleri" di Sedrina giunge in merito una notizia estremamente interessante. Infatti, da documenti ritrovati, risulta che il 14 giugno 1723 il reverendo "Franciscus Rigus annorum 72 in domo Oratori S.ti Bartolomei Ubialis parochia Sedrina capelanus... eius cadaver sepultem fuit in Ecclesia supradicti Oratori ex speciali licentia...". Un ulteriore contributo per fare chiarezza su uno spaccato della Storia della comunità di Ubiale.



Data: 1993, 18 ottobre
Testata:L'ECO DI BERGAMO
Firma: D.O.gi (Diego e Osvaldo Gimondi)

Titolo:
Petosino: "Luigi Regazzoni Rasèghi di Valtorta".
Un volume racconta storia di un personaggio.


PETOSINO - È stato festeggiato, nei giorni scorsi, da familiari, amici, dipendenti, Luigi Regazzoni che lascia così il campo, dopo cinquant'anni dedicati al lavoro prima come titolare dell'omonima impresa edile e, ultimamente, compartecipe nella costituzione della Cost Edil, unitamente ai figli Eugenio, Maria Grazia, Pierdomenico e Valerio. Per l'occasione è stato anche presentato un elegante volume dal titolo "Luigi Ragazzoni Rasèghì di Valtorta" che, curato dal Centro studi storici "Francesco Cleri" di Sedrina, edito dalla Cadonati edizioni di Curno alla sua prima esperienza in questo campo, la famiglia gli ha voluto dedicare.
Nelle 220 pagine del testo, sono state raccolte, con la collaborazione dei fratelli di Luigi, Davide, Luigi e Maria, della moglie Alma Gamba e dell'inseparabile amico Serafino Brugnetti, una copiosa serie di testimonianze  orali attraverso le quali è stato possibile ricostruire la storia di questo ramo della famiglia Ragazzoni a partire da Antonio. Questi maritatosi con Margherita Busi a Cantone ebbe fra i figli uno al quale avevano  dato nome Giuseppe Valente, sul quale venne coniato l'appellativo d Rasèghi in quanto, come si legge nel libro, "andava a resicare le piante con la sega a mano, per fame delle tavole" e da lui, appunto, prende origine il ceppo dei Regazzoni da cui deriva Luigi. Una fortuna legata alla forza "animo del protagonista, Luigi Regazzoni che, mai remissivo e reticente, anzi, al contrario, audace, testardo ed operoso, è riuscito, fra innumerevoli difficoltà, rinunce e sacrifici, ad imporsi nel suo campo di lavoro



Data: 1993, 9 novembre
Testata: L'ECO DI BERGAMO
Firma: D.O.gi (Diego e Osvaldo Gimondi)

Titolo:
Sedrina e le opere di P. Brolis.

Sedrina-La mostra che Sedrina -fino al 14 novembre- grazie all'iniziativa del Circolo artistico "Pietro Maria Ronzoni", del Centro Studi "Francesco Cleri" -entrambi dei paese - e del Museo "San Lorenzo" di Zogno, vale la scoperta di un aspetto dello scultore cittadino Piero Brolis (1920-1978), quello di pittore.
La opere esposte, una ventina, di cui la metà dipinti su tela fatte dono dalla famiglia dell'artista al Museo "San Lorenzo" in Zogno, rappresentano una ghiotta occasione per una rivisitazione del Brolis non tanto nell'espressione a lui più congeniale, quella della scultura appunto, ma nella veste inusuale, anche per molti suoi estimatori, di pittore.


Data: 1993
Testata: OROBIE
Firma:
Titolo:
L'uomo e la caccia.
Diego Gimondi
Ferrari Edizioni


Prodotto squisitamente locale  è a cura del Centro Studi Storici "Francesco Cleri" e della Sezione Cacciatori FIDC di Sedrina  il volume tocca un argomento che, dopo lunghe e accese polemiche, è quasi tabù per i mass media. Guai a parlare di caccia, salvo affrontare la questione dal punto di vista polemico. Fino a qualche decennio fa la caccia, come importante integrazione di mense molto povere, era diffusissima tra la popolazione bergamasca anche con l'impiego di metodi ora condannatissimi: vinchio e "archetti". Ma la Bergamasca, assieme all'attigua provincia di Brescia e aree del Friuli, è terra di caccia con il roccolo. Diego Gimondi apre perciò questo libro con una ricerca sui primi roccoli in quel di Sedrina. Si incomincia con un documento molto antico e di grande importanza. Si tratta di una richiesta presentata nel 1662, al Comune di Sedrina di impiantare sul monte "sopra la contrada della Botta nel luoco la Costa del Prato della Lacha" un roccolo, piantando alberi e costruendo un casello di pietra con annessa cascina.  Da questo roccolo, capostipite di tutti gli impianti di Sedrina, si sviluppa il racconto di Diego Gimondi, il quale raccoglie una serie di
preziose informazioni su questo tipo particolare di caccia su tutto il territorio del paese. La pubblicazione, promossa dalla Sezione cacciatori, non poteva non dare ampio spazio alla "stirpe" dei cacciatori di Sedrina, a proposito dei quali tuttavia le notizie sono scarse soprattutto per   quanto riguarda il passato. Dai  primi cacciatori, le cui figure sfumano, come Nando Ghisalberti, conosciuto con il soprannome di Cà, nella leggenda, si passa a tempi più recenti, quando la caccia non è più necessità ma semplice li hobby. Osterie e un luogo particolare di come la bottega del "Pidada" furono a lungo luogo di incontro tradizionale dei cacciatori di Sedrina.  Per raccontarvi catture, prede ed el anche aneddoti, di cui un tempo i cacciatori erano celebri. Un mondo per buona parte passato, che Diego Gimondi rievoca con molta attenzione.


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