Centro Studi Storici Francesco Cleri

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2006

Dalle pagine dei giornali

Data: 2006, 24 agosto
Testata: L'ECO DI BERGAMO

Titolo:
E al Centro studi apre una mostra con 200 cartoline.


- Nell'ambito delle iniziative programmate per il 50° degli Alpini è stata organizzata anche una mostra di antiche cartoline aventi per tema le penne nere. Una storia per immagini curata dai fratelli Diego e Osvaldo Cimondi, sedrinesi, appassionati di storia locale, fondatori negli Anni '80 del Centro studi storici "Francesco Cleri". In oltre vent'anni il centro "Cleri" ha prodotto numerose pubblicazioni di storia locale e vallare delle quali sono autori i due fratelli Gimondi. Spiega Diego: "Disponiamo di circa 10.000 cartoline storiche, comprese almeno 4.000 riguardanti la Valle Brembana, la cui pubblicazione parte dalla fine del 1800. Quando ci fu chiesto di curare la pubblicazione della storia degli alpini, ci venne l'idea di visitare, oltre agli archivi comunali e dei distretti militari o dell'Associazione alpini, anche la nostra raccolta di cartoline nella quale sapevamo essere presenti numerose immagini di tema alpino. Nel contempo abbiamo attivato una ricerca tra le famiglie del paese e abbiamo cominciato a visitare i mercatini di mezza Italia".
Nella mostra che apre oggi, alle 21, al Centro studi "Cleri" di via Roma, saranno esposte 200 cartoline, che risalgono ai primi vent'anni del secolo scorso, più alcune del decennio precedente.



Data: 2006, 24 agosto
Testata: L'ECO DI BERGAMO
Firma: Sergio Tiraboschi
Titolo:
Cortei e nuovo gagliardetto per l'anniversario.


Sedrina - Domenica decine di penne nere sfileranno lungo le vie di Sedrina in occasione del 50° di fondazione. Era l'8 aprile del 1956 quando il gruppo Ana venne fondato grazie all'impegno e all'entusiasmo di Giovanni Salvi, allora giovane alpino nominato primo capogruppo del sodalizio, a cui aderirono subito 46 soci, tra alpini e artiglieri. "Abbiamo raggiunto un traguardo importante - afferma l'attuale capogruppo Federico Gotti -. È da due anni che "stiamo lavorando con impegno per preparare questo evento, che sarà ricordato anche con la pubblicazione di un libro e con un nuovo gagliardetto". Tra le tappe fondamentali del gruppo di Sedrina che conta 103 alpini e 25 simpatizzanti, senza dubbio l'inaugurazione nel 1989 della sede di via Roma. Il programma dei festeggiamenti, che si apre stasera alle 21 con l'inaugurazione della mostra di cartoline d'epoca. Domani sera si terrà, all'oratorio, la presentazione del libro "Fede, patria e famiglia", a cura dei fratelli Diego e Osvaldo Gimondi, con la partecipazione del "Coro Orobico" di Boccaleone. Sabato i festeggiamenti si sposteranno a Botta dove, alle 19, verrà celebrata una Messa in ricordo di tutti gli alpini defunti, a cui seguirà la deposizione della corona d'alloro al monumento ai Caduti. Domenica, alle 9, è previsto I'ammassamento alla sede degli alpini con il vermut d'onore, a cui seguirà l'alzabandiera e la sfilata per le vie del paese accompagnata dalla "Fanfara alpina" della Ramera e della banda "San Zenone" di Curnasco di Treviolo. La deposizione della corona d'alloro al monumento ai Caduti, precederà la Messa al campo sportivo dell'oratorio, accompagnata dal coro "Fior di Monte" di Zogno e la benedizione del nuovo gagliardetto del gruppo. Quindi i discorsi di rito e il rancio in Oratorio.


Data: 2006, 24 agosto
Testata: L'ECO DI BERGAMO

Titolo:
I nostri Caduti ritrovati grazie a Cossiga.
Gli alpini compiono cinquant'anni e in un libro ricordano quando chiesero aiuto al Presidente.


È stato invitato anche il senatore a vita Francesco Cossiga, presidente della Repubblica dal 1985 al 1992, alla presentazione del libro sulla storia degli alpini di Sedrina intitolato "Fede, Patria e Famiglia", scritto dai fratelli Diego e Osvaldo Gimondi, che verrà presentato domani sera all'oratorio di Sedrina, in occasione del 50° anniversario di fondazione del gruppo Ana di Sedrina e Botta. "E un invito speciale - riferiscono i fratelli Gimondi motivato dal fatto che una ventina di anni fa grazie al presidente Cossiga è stato possibile conoscere le sorti di tre militari di Sedrina. È infatti grazie al suo interessamento che i parenti di Geremia Ghisalberti, Costante Giupponi e Mario Morlotti hanno potuto conoscere e visitare i luoghi dove giacciono le spoglie dei loro cari". A metà degli anni Ottanta, il "Centro studi Francesco Cleri" di Sedrina stava svolgendo una ricerca dei luoghi di sepoltura di 22 militari del paese morti o dati per dispersi nel corso della Seconda guerra mondiale. Numerosi erano stati gli enti contattati, tra questi oltre alla Cri, la segreteria del Vaticano e il ministero della Difesa, anche il presidente Francesco Cossiga. Sulla lettera inviata a Cossiga si leggeva: "Vi abbiamo affidato la nostra gioventù, la Nazione ne ha disposto come meglio credeva.., ed è per questo caro presidente, che ci rivolgiamo a Lei affinché ci indichi persone o enti da cui attingere informazioni utili a ricercare questi figli dimenticati, forse per lo Stato, ma sempre vivi fra coloro che li generò".
Una supplica dai toni forti da cui emergevano sentimenti spontanei che è stata subito accolta dal presidente Cossiga. "La nostra istanza- continuano i fratelli Gimondi - è giunta al tenente colonnello Italo Bastico. È così che siamo riusciti a conoscere i luoghi di sepoltura di tre sedrinesi. Di altri 19 abbiamo invece conosciuto le loro sorti solo dopo la caduta dell'Unione Sovietica". La ricerca ha portato alla luce oltre ai luoghi di sepoltura, anche le cause di morte. Il sergente Costante Giupponi, nato a Buenos Aires nel '14, è deceduto nel settembre del 1940 a bordo della nave ospedale California. "Abbiamo saputo - dicono alcuni parenti - che Costante è morto durante un bombardamento aereo. Inizialmente era stato tumulato nel cimitero di Bengasi, ma poi la sua salma è stata inumata nel Sacrario dei Caduti d'Oltremare di Bari. E lì che, appena saputa la notizia, abbiamo fatto visita alla sua tomba".  Anche del carrista caporale Geremia Ghisalberti, nato a Sedrina nel 1916, si sapeva poco: risultava irreperibile dopo la battaglia
di Marmarica del 1941. Il 17 giugno del 1986 è giunta la notizia ufficiale della sua mor te avvenuta il 4 dicembre del 1941  a Gasr El Arid nel corso di un combattimento e anche le sue spoglie si trovano oggi nel Sacrario di Bari. In un campo di concentramento polacco era stato internato invece il soldato Mario Morlotti. Nell'86 il Ministero della Difesa confermò che il soldato sedrinese era deceduto a Danzig e sepolto nel cimitero locale. I suoi resti sono stati poi però esumati e sistemati definitivamente nel cimitero italiano di Bielany, dove anni fa si sono recati in visita alcuni nipoti. La storia di questi tre militari e quelle di decine di altri  sedrinesi sono raccolte nel libro "Fede, patria e famiglia", la cui pubblicazione è stata resa possibile grazie a sponsor e al Comune, che regalerà a ogni famiglia una copia.

Data: 2006, 6 settembre
Testata: L'ECO DI BERGAMO

Titolo:
Sedrina.
Cartoline d'epoca sugli alpini.


Nella sede di via Roma 105, nell'ambito delle iniziative organizzate per celebrare il 50° del locale gruppo Alpini, mostra di cartoline d'epoca sugli alpini, allestita dai fratelli Diego e Osvaldo Gimondi fondatori del Centro studi storici "Francesco Cleri"; fino al 10 settembre. Orari: feriali 16-19 e 20-22; festivi 10-12 e 16-19.

Data: 2005, 7 ottobre
Testata: L'ECO DI BERGAMO

Titolo:
Ricorrenza mariana tra celebrazioni teatro e mercatini

Sedrina- La comunità di Sedrina festeggia la ricorrenza della Madonna del Rosario. Domenica alle 10,30 sarà celebrata la Messa, in occasione anche dell'apertura del nuovo anno catechistico; alle 15 i vespri, a cui seguirà la processione con la banda di Curnasco di Treviolo e la "Corale San Giuseppe" di Sedrina. Domenica mattina ritornerà invece sul sagrato della chiesa "Librinpiazza", la manifestazione organizzata dal "Centro studi Francesco Cleri" e dalla parrocchia: dalle 9 alle 14 sarà possibile acquistare a offerta libera libri, fumetti, immaginette sacre, cartoline e altro materiale librario. Domenica alle 9 sarà inoltre possibile partecipare a una visita guidata della parrocchiale. Da oggi a domenica, al primo piano dell'oratorio, ci sarà una pesca di beneficenza pro oratorio. I festeggiamenti si concluderanno con la rappresentazione di una commedia teatrale, alle 20.45, in oratorio.


Data: 2006, 3 novembre
Testata: L'ECO DI BERGAMO
Firma:

Titolo:
Cartoline sugli alpini e lettere dal fronte.
Mostra alla Pro loco.

Berbenno - Si apre oggi nella sede della Pro loco di Berbenno la mostra di cartoline dal titolo "Gli alpini nella storia": venti pannelli per un totale di circa duecento illustrazioni sulla vita, i campi di battaglia e gli affetti vissuti dalle Penne nere durante la Prima guerra mondiale. La mostra, realizzata dal Centro studi storici Francesco Cleri di Sedrina, è prestata alla Pro loco e al Comune di Berbenno in occasione della celebrazione del 4 Novembre.
"Anche questo è un modo per ricordare il passato e rivivere la storia - spiega Manuel Salvi, presidente della Pro loco -. La maggior parte delle cartoline ha come soggetto gli alpini: è interessante riscoprirli attraverso stampe che li raffigurano o gli scritti che mandavano a casa o ricevevano da parenti e amici", L'inaugurazione della mostra (che sarà accompagnata anche da un filmato) è in programma questa mattina alle 8,30: i primi visitatori saranno i bambini e i ragazzi delle scuole elementari e medie. L'apertura si prolungherà poi domani, dalle 15 alle 17, e domenica, giornata dedicata alla commemorazione dei Caduti: alle 9 si terrà la presentazione ufficiale della mostra alla presenza delle autorità e dell'associazione Combattenti e reduci di Berbenno. Alle 10,15 partirà il corteo in direzione della chiesa parrocchiale per la celebrazione della Messa in suffragio dei Caduti. Al termine della funzione l'omaggio al monumento e il pranzo all'albergo Riposo. La mostra resterà aperta anche domenica, dalle 15 alle 17. La commemorazione a Ponte Giurino si terrà invece domenica 12 novembre. Il sindaco Alessandro Pellegrini e una rappresentanza delle Associazione d'arma parteciperà alla Messa delle 10 nella parrocchiale. Al termine si svolgerà la cerimonia davanti alla lapide.

Data: 2006, 30 novembre
Testata: GIOPI'
Firma: Enzo De Canio

Titolo:
Accurata ricerca su una santa amata dai nostri bambini.
Lucia, la santa siracusana adottata dai bergamaschi.

Nel pomeriggio del 15 dicembre 2004 è tornata, nel Porto Grande di Siracusa, una concittadina, davvero eccezionale, dopo un'assenza ben più lunga di quelle usuali per gli emigranti. Già, perché la nostra siracusana, che si è fatta conoscere ed apprezzare col tempo un po' in tutto il mondo, mancava da casa non da qualche decennio, ma dalla bellezza di 965 anni. Si tratta per la verità di una persona davvero speciale, cioè di 5. Lucia, la martire decapitata agli inizi del 1V d.C. durante la persecuzione di Diocleziano e traslata successivamente in altre zone del Mediterraneo, per trovare sepoltura definitiva (ma nella vita e nella storia non si può mai dire cosa accadrà) nella Chiesa dei SS. Geremia e Lucia a Venezia. Il corpo, che si conserva perfettamente, è avvolto da una tunica di porpora ed oro, il volto è coperto da una maschera d'argento. I pochi giorni della visita della loro Santa hanno costituito un avvenimento davvero commovente per tutti i suoi concittadini, e possiamo ritenere che proprio quell'emozione, con la tristezza della successiva partenza, abbia ispirato Salvatore Greco, insegnante siracusano per qualche anno in servizio a Bergamo, ad iniziare un suo interessante e minuzioso lavoro dedicato d appunto a Lucia, in collaborazione con il bergamasco Diego Gimondi. I due autori hanno pazientemente raccolto tutte le possibili informazioni sulle tradizioni brembane e siracusane relative i a S. Lucia, per non parlare di quelle concernenti la probabile biografia della Santa, e hanno pubblicato un bel volume illustrato sull'argomento giusto un anno fa. Disgraziatamente i tempi al dell'editoria hanno fatto in modo che il testo fosse disponibile praticamente al solo il 13 dicembre, senza quindi che fosse di fatto possibile ai pur volenterosi recensori di presentarlo degnamente almeno con qualche giorno di In anticipo rispetto alla festa. Con una qualche disdetta, dobbiamo dire, dell'amico Greco, unito a chi scrive da una stima reciproca e da una comune passione, nonostante alcune divergenze, per le tradizioni popolari e locali. Proponiamo ora il volume all'attenzione dei lettori. Il campo d'indagine di Gimondi e Greco è davvero vasto. Si parte dalle fonti basilari, una latina ed una greca, ambedue del V secolo, sul martirio della giovane Lucia, che sembra avesse fatto voto di verginità anche per ringraziare S. Agata della miracolosa guarigione della madre gravemente malata. Ad innervosirsi, pare, fu il promesso sposo di Lucia, che giunse a denunciare la ragazza in quanto cristiana; al processo il giudice Pascasio, nonostante lusinghe e minacce, non riuscì a farle rinnegare la fede e, forse dopo altri eventi miracolosi, si giunse alla decapitazione. Secondo altre tradizioni alla Santa sarebbero stati cavati gli occhi o addirittura se li sarebbe cavati da sola per non cedere alle suppliche del (poco raccomandabile) fidanzato. Infatti in talune raffigurazioni gli occhi stessi vengono posti su un piattino o infilati in un pugnale o in uno spillone. Il testo prosegue prendendo in esame i luoghi di culto siracusani e brembani -   dedicati alla Santa o in qualche maniera ad essa collegati. Ed ecco, in primis, nella città siciliana la Basilica omonima ed il Sepolcro dove fu sepolta per lungo tempo, la Cattedrale e soprattutto il Museo Luciano, dove accanto ad
antiche tavolette che riproducono miracoli ottenuti per intercessione della Santa troviamo le sue sacre vesti ed il velo, con ancora leggibili le liste di color zafferano ed ai margini la decorazione con elementi floreali su fondo azzurro. In Val Brembana bisogna ricordare la Chiesa di Ambriola e vari
oratori in centri quali Lenna e Botta di  Sedrina. Ma la parte ancor più interessante è quella successiva, dedicata alle feste e tradizioni popolari, a partire dalle processioni che a Siracusa, due volte l'anno, coinvolgono un ben nutrito numero di fedeli trasportatori della statua della Santa, riuniti nel gruppo deii c.d. Berretti Verdi, ben più pacifici dei loro omonimi americani. Quanto alla nostra valle gli autori si richiamano soprattutto da un lato alle trasformazioni dei riti risalenti all'antico paganesimo celtico, sopravvissuti in veste cristiana sotto il patronato di S. Lucia, e dall'altro ai ricordi dei più anziani, memori di tradizioni folcloriche ancora vive pochi decenni fa. Ed ecco, ad esempio, i fuochi accesi nei boschi, i pupazzi bruciati sui falò, per non parlare delle usanze ben note, tuttora persistenti, dei doni ai bambini. La materia trattata da Gimondi e Greco è vastissima, comprendendo anche le poesie e le cantilene nei due dialetti dedicate alla Santa ed una vastissima aneddotica. Possiamo solo aggiungere un accenno al rapporto tra Lucia e la sua quasi omonima ed antenata pagana, la dea romana Lucina, di cui la Nostra riprese diverse funzioni,  aggiungendo l'ideale di una intensa luce spirituale. Nel testo, infine, anche un elenco delle funzioni protettive della Santa, che abbracciano moltissime categorie, comprendendo, oltre agli oculisti, ai minatori e alle partorienti (come Lucina) persino le donne di malavita pentite. Considerato che si tratta  di una vergine, è veramente una Santa!


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