Centro Studi Storici Francesco Cleri

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L'uomo e la caccia

Pubblicazioni




La caccia,
vitale elemento di sopravvivenza  
per le popolazioni montane,
raccontata dalla viva voce dei protagonisti sedrinesi.

Storie di vita, aneddoti e curiosità
che hanno caratterizzato l'attività venatoria
a Sedrina e in Valle Brembana nel XIX secolo.



L'uomo e la caccia.
Diego Gimondi
Ferrari Editrice, Clusone (Bg) 1993
formato cm 22x30
pagine 198

Presentazione


A migliaia di anni di distanza dal tempo in cui un ignoto e geniale artista cacciatore scolpì la rupe di  una caverna e ci lasciò sulla pietra viva l'immagine di una scena di caccia, l'uomo ha sempre subito, immutato, il fascino di questa passione fatta di amore, di avventura, di ragionamento e di istinto.
Definire la caccia uno sport è troppo poco, definirla un'arte può sembrare troppo, tuttavia è così; affermare che essa è insita nella natura umana e alberga nel'uomo civile e moderno così come accadeva per il suo più antico progenitore, non è certo assurdo.
Anche oggi, alla fine del secondo millennio, la caccia non ha perso nulla del suo antico, misterioso fascino; i cultori dell'arte venatoria nella provincia di Bergamo sono una larga schiera che abbraccia tutti i ceti sociali, ciò nonostante la caccia rimane tra le espressioni più genuine della tradizione rurale bergamasca.
Le tradizioni sono la cultura e l'anima stessa di un popolo, solo le memorie di ciò che è ancora realtà, può dare al profano una corretta dimensione di questa attività mai come oggi così controversa ed al centro di feroci polemiche.
L'intento di questo libro, frutto del tenace lavoro e della smisurata "passione" della sezione comunale cacciatori di Sedrina, è proprio quello di offrire una serena e gradevole rassegna delle memorie lasciate dai nostri avi cacciatori e dall'appassionato lavoro per la tutela e la gestione della fauna selvatica operata dai cacciatori conteporanei.
L'opera, di dignitosa modestia, ma di palpabile fervore emotivo, ha il grande pregio di andare controcorrente in un momento come quello attuale dove i Media agendo ga gigantesco frullatore omogeneizzano i pensieri, i gusti ed infine le scelte della massa, costretta a seguire mode eco-animaliste completamente estranee alla cultura ed alla storia delle genti bergamasche.
I cacciatori di Sedrina con questo lavoro hanno altresì contribuito a dare al lettore un'immagine genuina e sincera della caccia di Bergamo, mettendolo in condizione di porsi di fronte ad essa con la serenità d'animo e l'onestà intellettuale necessari a collocare nella giusta luce quest'arte così nobile e così troppo spesso denigrata.



L'Assessore Provinciale
Geom. Valerio Bettoni





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