Centro Studi Storici Francesco Cleri

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Santa Lucia

Pubblicazioni




Santa Lucia rivive il 13 dicembre con caratteristiche diverse in due realtà poste agli antipodi dell'Italia:
a Siracusa e in Valle Brembana.

In questo volune sono raccolte le usanze e le tradizioni che le due comunità ora - e nel passato -
riservano a Santa Lucia.

Santa Lucia tradizioni brembane e siracusane.
Diego Gimondi-Salvatore Greco
Ferrari Editrice, Clusone (Bg) 2005
formato cm 21,5x30,5
pagine 165
Presentazione

La fine delle grandi ideologie dell’Otto-Novecento apre (o riapre) lo spazio per una ri-scoperta della funzione di riferimento del territorio, come orizzonte esperienziale comune a generazioni diverse, e luogo e contesto di identificazioni. L’identità locale è primariamente quella delle comunità cittadine o paesane che insistono nei contesto urbano e rurale circostante  che posseggono una memoria collettiva, un insieme di ricordi condivisi, ed anche un idioma con tratti fonetici e linguistici caratteristici o almeno con inflessioni particolari nella parlata. Una tale identità locale è forte e fragile nello stesso tempo.  E’ forte perché radicata nella storia, frutto di un passato che non è facilmente cancellabile.
Ma è anche fragile, perché un’identità collettiva riposa essenzialmente sulla coscienza dì un comune passato, su una memoria collettiva che, oggi, appare seriamente in pericolo, dal momento che le modalità, di una volta, della sua trasmissione non funzionano più, almeno non con la stessa efficacia di prima. Il volume, che due appassionati studiosi, Salvatore Greco e Diego Gimondi, licenziano alla stampa, cerca di accomunare due realtà lontane geograficamente. Bergamo e Siracusa, unite, però, nel culto e nella devozione a S. Lucia siracusana, di cui nel 2004 si è celebrato il XVII centenario del martirio.
La coscienza di un’identità locale non è qualcosa di conseguito una volta per sempre; è, invece, un processo dinamico, è un qualcosa di cui ci si appropria sempre nuovamente, una tradizione che si costruisce nell’atto di trasmetterla, una memoria che si apprende attraverso il succedersi delle generazioni. Questo nuovo volume su S. Lucia a Bergamo e a Siracusa ripropone un’attenzione speciale a chi ha cuore ed intelligenza per la propria comunità locale, a chi ha interesse al suo sviluppo ed è preoccupato per il suo futuro per cui sollecitano consapevolezza e responsabilità. Coltivare il senso dell’identità locale è un’operazione complessa e delicata che, in ogni caso, esige amore, rispetto e cultura.
Amore al proprio luogo e alla propria comunità, rispetto della memoria collettiva fino a respingere le oggi facili tentazioni di interventi finalizzati ad integrarla o correggerla; cultura come capacità di coniugare la consapevolezza del passato e del suo significato con l’attenzione al presente e la speranza operosa per un futuro migliore. La produzione storica sulle vicende delle comunità locali — che oggi ha uno straordinario ed intenso sviluppo — deve ispirarsi a un tale amore, a un tale rispetto e a una tale cultura, se vuole contribuire davvero al dinamico processo di costruzione dell’identità locale attraverso la trasmissione della memoria collettiva. Gli autori di questo volume si propongono di offrire un sostegno alla memoria collettiva, anzi sono la memoria di due città e dei tratti caratteristici delle due collettività, di stili e di atteggiamenti, a volte, in apparenza. inesplicabili; sono i cercatori di ciò che sfugge all’occhio comune. A volte certe operazioni storiografiche non rispettose della memoria collettiva, pur messe in atto con intenti buoni, non giovano veramente alla comunità locale e alla coscienza della sua identità. Questo volume su S. Lucia fa sperimentare forme positive di sinergia tra due realtà geografiche e come le diverse realtà locali e le diverse identità possono interagire fruttuosamente suscitando energie e promuovendo collaborazioni. Poi il riappropriarsi di documenti originali un modo per far sbriciolare certe devianti incrostazioni secolari sulla vita di S. Lucia, sul suo culto e sulle antiche tradizioni tramandateci. Siamo convinti che le migliori storie locali sono quelle scritte da chi appartiene o almeno è legato da forti vincoli personali alla comunità della cui vicenda storica si interessa. È proprio il nostro caso. Gli autori del volume, un bergamasco e un siracusano, appassionati devoti di S. Lucia, sono portatori e partecipi della memoria collettiva che sta alla base della loro identità locale.
Questa nuova pubblicazione è monito perché la memoria non vada perduta, nella consapevolezza che chi non ha memoria del passato non costruisce un futuro ma si avvia semplicemente al declino. La vergine e martire Lucia di Siracusa possa inondare della sua luce e della sua parola di pace il mondo tenebroso della guerra e del terrorismo.

Lucida lucenti lucescis, Lucia, luce:

Lux  mea lucescat,  Lucia, luce tua

Siracusa 1  maggio 2005 - Festa del Patrocinio  di  S. Lucia          

Mons  Pasquale Magnano  

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